Io dentro gli spari di Silvana Gandolfi

 

 

Santino ha quasi sette anni, vive con la famiglia a Tonduzzo, un piccolo paese nei pressi di Palermo.

La sua famiglia è legata alla mafia e, fin da piccolo, il bambino è educato secondo i principi della cultura mafiosa.

Un giorno il padre e il nonno devono sbrigare una questione importante e si recano sul luogo dell'appuntamento, accompagnati dal bambino.

Quella che inizialmente doveva essere solo una semplice chiacchierata si trasforma in una sparatoria dalla quale Santino scappa, riuscendosi a salvare, dopo aver assistito alla morte dei suoi familiari.

Lucio è un ragazzo di dodici anni che vive a Livorno, suo padre è lontano per lavoro e sua madre soffre di una malattia che non le permette di uscire da casa; il ragazzo è costretto a prendersi sulle proprie spalle la responsabilità assumendo il ruolo di capofamiglia e l'onere di occuparsi della sorellina Ilaria.

Queste due storie apparentemente così diverse possono avere degli aspetti in comune? Che cosa avvicina i due protagonisti?

Con il libro "Io dentro gli spari" pubblicato da Salani nel 2010, l'autrice Silvana Gandolfi vuole rendere evidente quanto possa essere spietata una realtà dominata dalla mafia e come possa essere vissuta attraverso gli occhi di un bambino: le sensazioni di Lucio e Santino, le loro riflessioni, i loro stati d'animo riguardo a un'organizzazione così violenta e portatrice di morte.

Nel testo sono presenti argomenti importanti come l'omertà, la quale è insegnata fin da bambini e la diffidenza nei confronti della giustizia, temi che hanno un’importanza rilevante nella storia.

Colpisce il coraggio dei due giovani protagonisti spesso neppure dimostrato dagli adulti e l'assurdità di un'infanzia negata: come accade ai due personaggi della storia, purtroppo tanti altri bambini sono vittime di questo sistema, costretti fin dalla tenera età ad assistere ad atti di violenza terribili, a occuparsi di faccende inadeguate e a essere vittime di adulti violenti, ignoranti e insensibili.

Santino decidendo di schierarsi dalla parte della giustizia, ribellandosi all’omertà rischiando la propria vita, è una testimonianza, un esempio importante affinché, un giorno, la mafia possa essere sconfitta grazie alla partecipazione di molte altre persone.

Un giovane eroe del nostro tempo che, con il suo comportamento, fa riflettere su quante volte la paura possa paralizzare anche in vicende del nostro quotidiano, ma non per questo meno importanti: si può iniziare dalle piccole cose ad avere coraggio, a non farsi influenzare da ciò che pensano gli altri imparando a esporsi e misurarsi con se stessi e la realtà di tutti i giorni.