Antony è un bambino estremamente timido, chiuso e impacciato. Alle elementari non gioca con i maschi, ma con le bambine. Passano gli anni ma le cose non cambiano. A scuola non va granché bene, con le ragazze non ci sa fare, i ragazzi non lo considerano per niente. Con le sopracciglia folte e i capelli rasati in sostanza subisce qualcosa di simile, se non di peggiore del bullismo, ovvero l'esclusione. Per mettersi in mostra e farsi notare a volte diventa il pagliaccio della classe. Unici sfoghi sono il pugilato, che pratica costantemente, e YouTube, che segue tutti i giorni. Anche per lui, come per molti ragazzi della sua età, il tubo costituisce un mezzo di riscatto: nel 2013 dopo qualche timido tentativo su Facebook, Antony decide di aprire un suo canale su YouTube, come per i più bravi, la rete lo premia e ne fa una star di prima grandezza nel panorama degli youtuber. Il libro contiene molti temi, ma principalmente ci insegna a non perdere la speranza. Come per Antony, YouTube è diventato un modo per sfogarsi, per togliere la maschera che si esibisce con le persone, per essere se stessi in sostanza. Molte persone grazie a Youtube sono diventate famose, molti creano video per passione e molti lo fanno solo come fonte di guadagno. Il racconto è molto molto interessante soprattutto perché sottolinea la connessione fra adolescenti che si sentono fuori dal gruppo e l’uso della rete che, nel caso del protagonista costituisce un elemento positivo e addirittura di riscatto, ma può anche essere causa di ulteriore isolamento e di disagio di vita. Picalau Laurentia cl. III A “A. Moro” I.C. Dozza