Willow ha dodici anni, un’ intelligenza sopra la media e una grande passione per il numero sette, perché a suo parere è un numero magico. Adora studiare le malattie e le patologie varie e osservare le piante, tanto che, anche se vive in una valle desertica della California, ha creato un giardino dietro casa. Non ha mai avuto un amico, ma a compensare questo vuoto ci pensano i suoi genitori adottivi, che le vogliono un gran bene. Sono proprio loro ad iscriverla in una nuova scuola media. La sua prodigiosa intelligenza non l’ aiuta certo ad ambientarsi, soprattutto quando, dopo aver superato il test d’inglese a pieni voti, viene accusata di aver barato e spedita nello studio dello strambo consulente psicologico scolastico Dell Duke. Qui incontra  suo fratello con cui Willow  fa amicizia, ma la sua vita cambia improvvisamente quello stesso pomeriggio quando i suoi genitori muoiono in un incidente d’ auto. Come farà ora Willow senza nessuno al mondo su cui contare o a cui chiedere aiuto? Verrà adottata da una nuova famiglia? Non posso raccontare il finale, devo lasciare la sorpresa, ma posso assicurare che sarà avvincente!

Questo libro parla di come affrontare una grandissima perdita, sicuramente uno dei più grande traumi che possono accadere nella vita. Tuttavia, anche se nel dolore verrebbe da chiudersi in un bozzolo, mettere il naso fuori è l’ unico modo per andare avanti. Come un seme caduto non fiorito, che viene tolto per lasciare posto ad un altro. Willow è una ragazza fuori dal comune, che anche essendo diversa riesce ad attirare a sé le persone, cambiandole la vita, rendendola più pazza e sfrenata.