Il libro inizia narrando l'episodio di due coniugi i quali, convinti che nessuno possa far del male alla loro figlia di 8 mesi, la lasciano dormire sotto un albero. Dopo un po’ di tempo vanno dalla bambina per controllare che tutto vada bene e trovandola piena di sangue, che in ospedale si scopre non essere il suo, la coppia chiama la polizia e conosce due poliziotti ovvero Skarre e Sejer. Quest'ultimo è colui che si impegnerà di più per risolvere il caso. A questa bravata ne seguono altre sempre più macabre (come ad esempio il ritrovo di un coniglio di peluche crocifisso sulla porta di una bambina amante di questi animali). Il romanzo fa capire subito che il colpevole è un ragazzo di diciassette anni di nome Jhonny Beskow che si trova in una situazione familiare molto critica: non ha mai conosciuto il padre, la madre è alcolizzata, crudele e insensibile nei confronti del figlio, il quale la vorrebbe vedere morire impiccata o garrotata; suo nonno è in fin di vita ed è l'unica persona alla quale tiene veramente (alla fine del romanzo morirà). Oltre alle bravate macabre accade qualcosa di più grave quando un ragazzo muore per colpa di alcuni cani lasciati liberi, si suppone per divertimento sempre dal ragazzo, che però ammette tutte le sue colpe tranne questa. Sejer quando scopre il colpevole lo prende a cuore per la sua situazione familiare, poiché, come se non bastasse, gli muore anche il nonno per presunta emorragia al naso e alla bocca. Il ragazzo giura che se fosse stato lui a commettere quell'omicidio si sarebbe annegato lui stesso. Questa ultima sua affermazione è strana dal momento che lo stato in cui viene trovato a fine romanzo è proprio quello di morte per annegamento in una diga, nella quale si era già parlato precedentemente nel racconto. Il romanzo mi è piaciuto molto, non solo per la trama avvincente, ma anche per lo stile scorrevole con cui è scritto, infatti fa sì che il lettore inquadri perfettamente ogni personaggio, grazie alle sue descrizioni, non troppo invadenti, che rendono più fluida la lettura. A fine lettura il protagonista e la sua storia mi sono rimasti dentro soprattutto per le tematiche importanti, che il libro tratta in modo molto toccante. Vitrugno Gabriele cl. III A "A: Moro" I. C. Dozza