Questo libro narra di tre ragazzi: Michele, Khaled e Jamila, che si trovano a Kabul per diversi motivi. il primo è lì con il padre, il quale è in spedizione, il secondo si trova in quel luogo, per una tradizione del suo paese, e la ragazza, invece, sta vendendo i suoi articoli al mercato al quale partecipano i tre protagonisti. Ad un certo punto una bomba viene fatta esplodere da un talebano, ma fortunatamente i tre riescono a mettersi al riparo nella casa della nonna della ragazza, la quale offre ai protagonisti del cibo. Tutto sembra svolgersi più tranquillamente di quanto previsto, quando ad un certo punto un talebano armato entra in casa della vecchia signora, ma capendo di essere dalla parte del torto decide di dare una mano a fuggire ai protagonisti. Nel frattempo il padre di Michele (Federico), fa di tutto per cercare di trovare il figlio, alla fine ci riesce, portandolo in salvo, insieme a Jamil e Khaled. Federico fa sì che i due sconosciuti trascorrano delle belle giornate nell'agio, per ringraziarli per aver salvato la vita a suo figlio; in più fa di tutto perché possano avere una vita serena. Tredici anni dopo, si incontrano nuovamente per una casualità a Londra, città in cui discutono della loro avventura come se fossero vecchi amici, ricordando il talebano ucciso per averli salvati. Questo libro mi è piaciuto molto, per la fluidità della lettura, ma soprattutto per i messaggi che trasmette parlando di libertà, di parità dei sessi e delle diversità; inoltre le scrittrici sono state capaci di farmi immedesimare in Michele, in qualità di ragazzo occidentale, per comprendere al meglio la storia. Vitrugno Gabriele cl. III A "A: Moro" I. C. Dozza