Il libro racconta le avventure di Max, un ladruncolo analfabeta, e della vispa Desirèe, figlia di una profumiera di Parigi.

Una mattina, mentre Max scappa del sergente Rochard, dopo l'ennesimo furtarello, si scontra ed inciampa su questa ragazza di nome Desirèe.

I loro sguardi si incrociano e si incuriosiscono a vicenda.

Nel momento dello scontro, Max perde il portafoglio, ovviamente rubato, ma Desirèe lo trova e, pensando che sia di Max, vorrebbe restituirglielo.

La madre di Desirèe porta il portafoglio al commissariato, dove il sergente Rochard sospetta ancora di più si tratti di Max.

Desirèe cerca Max per le vie di Parigi, lo aspetta, finchè non è Max a farsi vivo davanti alla profumeria: lui le chiede di rivedersi alla vecchia fornace Durier per spiegarle la sua storia.

Sarà l'inizio di una bellissima amicizia!!!

Quando si incontrano Max racconta della sua vita da fuggitivo dall'orfanotrofio: lui è un ladruncolo, ma si scoprirà che non ruba per sè, ruba per aiutare i suoi amici, anche loro orfani, più piccoli, per sfamarli con pagnotte e the.

I due vengono scoperti dal sergente Rochard, dato che Desirèè veniva pedinata, ma riescono a scappare e si rifugiano nella vecchia libreria Dupont, chiusa ormai da molti anni e sulla quale nel quartiere si racconta una leggenda: pare ci sia una strana e misteriosa presenza...

I due amici scoprono che nella libreria non c'è nessun fantasma, ma ci abita il vecchio proprietario, Victor Dupont, all'insaputa di tutti gli altri cittadini.

Max e Desirèè stringono amicizia subito con il signor Dupont, un uomo che sembra un po' matto e fa cose strane ma è anche molto gentile e generoso; forse è proprio per questo che il giovane Max si affeziona a lui, infatti anche se è orfano e analfabeta, la vita gli aveva insegnato qualcosa di molto importante: occuparsi con cura dei più piccoli e degli indifesi.

Il signor Dupont accetta di tenere Max nascosto nella libreria e gli permette di usare la stanza di suo figlio Etienne. Max e Desirèe vorrebbero convincere il signor Dupont a riaprire la libreria, ma lui dice che non lo farà fino al ritorno a casa di Etienne. I due ragazzi allora sospettano che sia accaduto qualcosa di strano. Scoprono infatti, da una vecchia signora che in quegli anni si era “occupata” di Dupont, che il piccolo Etienne era morto molti anni prima, travolto da un tram in città e da quel giorno Victor Dupont si era chiuso dentro la libreria per il dolore, diventando quasi pazzo.

Allora Desirèe, astutamente, decide di scrivere una lettera al signor Dupont, fingendo sia scritta da Etienne, nella quale chiede al “padre” di riaprire la libreria, lo rassicura perchè lui sta bene e gli promette che un giorno si rivedranno.

Dupont, emozionato, decide di riaprire e assume come aiutante Max, che nel frattempo ha imparato a leggere e scrivere grazie alle lezioni serali del signor Dupont e finalmente trova un vero lavoro senza dover più rubare.

In città però un altro libraio, un certo signor Balthasar, insospettito da questa riapertura, ingaggia un investigatore privato e porta il sergente Rochard a scoprire che uno dei dipendenti della nuova libreria è Max, quel ladruncolo che tutti cercano.

Desirèe, nuovamente, risolve la situazione con molta astuzia, impedendo a Rochard di confrontare le impronte digitali di Max con quelle della monetina calamitata che usava per i suoi furtarelli e che era in possesso del sergente. Purtroppo però le indagini dell'investigatore privato portano gli esattori delle tasse nella Libreria Dupont che, per i debiti accumulati negli anni, è costretta a cedere i libri allo Stato... Sembra quasi che il destino della libreria sia quello di chiudere nuovamente...

Invece, con l'aiuto di tutti, Max e Desirèe sistemano alcuni libri nascosti nello scantinato della libreria e dopo pochi giorni la libreria riapre, ospitando in particolare i libri degli scrittori emergenti di Parigi, ma di nuovo l'arrivo del libraio Balthasar, che sostiene di essere il proprietario della libreria, rovina tutto…

Però non finisce qui: nelle ultime pagine ci sono altri colpi di scena... ma non voglio rovinarvi la sorpresa!

Federico Poli - classe 1 B -  Secondaria I grado "Papa Giovanni Paolo II" Castel Guelfo