A scuola la maestra ci ha letto un libro perché dovevamo andare a vedere lo spettacolo teatrale. L’interpretazione non mi è piaciuta, ma la storia era bellissima, verso le ultime parti c’era molta fantasia.

Il libro era trattato con delle figure in bianco e nero e con molti fumetti. Parla di un bambino di nome Arturo che viveva a Serrano, un piccolo paesino, ed era balbuziente. Suo padre faceva il capostazione e gli cambiavano i capelli a seconda del vento: quando c’era la tramontana aveva i capelli lisci e cantava le canzoni di Domenico Modugno; quando c’era lo scirocco gli diventavano ricci.

Sua madre, invece, faceva semplicemente la casalinga e tutta la famiglia ogni tanto si doveva trasferire da un paese all’altro.

A Serranova Arturo fa amicizia con una bambina di nome Caterina che da grande vuole fare l’ornitologa e parlava sempre.

Arturo è innamorato di Caterina anche se lei ha l’apparecchio sopra e sotto e porta gli occhiali.

Caterina un giorno chiede ad Arturo se vuole fare un giro nella palude vicino al mare con i suoi amici;  Arturo lo chiede a sua madre che gli dice di no perché lì ci sono i pozzi, le buche e gli spacciatori, che lui capisce come “ spacciatopi”.

Ma Arturo le disobbedisce e decide di andarci da solo. Nella palude incontra un bambino di nome Andrea che anche lui osserva gli uccelli; insieme costruiscono una capanna galleggiante per osservarli da vicino, senza essere visti.

Una notte Arturo vede un barbagianni altissimo, grida ad Andrea di scappare e si accorge che non balbetta più e Andrea non c’è più.

Così, il giorno dopo, Arturo va a chiamare Caterina e lei parla con il barbagianni.

Ma sarà tutto vero? Ma Andrea potrebbe essere il barbagianni?.

Per me il personaggio più bello è Andrea perché, forse, il barbagianni è lui ed è molto misterioso.

Questo libro mi trasmette amore per la natura, e mi fa capire che non bisogna vergognarsi dei propri difetti e dei propri interessi.

 

Carolina Tasini-4^C

Scuola Pace Libera Tutti di Mascarino

Istituto Comprensivo di Pieve di Cento