Recensione di: Angelo Fania, IC 5 Bologna, Scuola Secondaria di Primo Grado "Testoni Fioravanti", classe 2C

Titolo: Il diario di Anna Frank

Autore: Anna Frank

Caro Francesco,

mi avevi chiesto di consigliarti un libro sulla Shoah, ho letto da poco “Il diario di Anna Frank” e lo consiglierei a tutti quelli che non hanno uno stomaco forte, ma che vogliono sapere qualcosa su questo argomento.

In questo libro Anna Frank parla della sua vita da quando aveva 13 anni fino alla cattura della sua famiglia da parte dei tedeschi, avvenuta nel 4 agosto del 1944; Anna morì nel marzo del 1945 nel campo di concentramento di Bergen Belsen, due mesi prima della liberazione dell’Olanda.

In questo libro è incredibile pensare che tu stai leggendo della vita di questa ragazza, dove vengono  raccontate anche le sue emozioni più profonde, dato che l’autrice era certa che nessuno al mondo  avrebbe letto le sue parole.

E’ emozionante leggere come lei si sentiva maltrattata dai suoi famigliari e dai suoi coinquilini, si sentiva esclusa, pregiudicata come una che risponde sempre, che si dà arie e che è viziata.

Molto bello l'amore provato per Peter, un bravo ragazzo di 17 anni bisognoso di amore e tenerezza.

Anna era una ragazza molto intelligente, non aveva paura di lavorare, amava leggere e studiare, soprattutto le piaceva storia, ma odiava algebra e conosceva molte lingue come il tedesco, il francese, e l’olandese.

Loro vivevano in un alloggio segreto insieme ad altre persone che crearono un po’ di problemi perché la trattavano male e irrispettosamente.

Vivevano male, senza un bagno efficiente, usavano lattine, e con un’alimentazione poco salutare.

Ovviamente, per quanto riguarda il finale rimarrai un po’ spiazzato perché Anna non ebbe il tempo di prendere con sè il suo diario, prima di andare al campo di concentramento, non poteva sapere che sarebbe arrivata improvvisamente la polizia tedesca.

“Allora, se so già come andrà a finire, perché dovrei leggerlo?”: ti chiederai. Semplicemente perché niente come questo diario ti farà sentire vicino a una delle vittime dello sterminio nazista, di cui tanto si parla nei libri di storia.

A presto da Angelo.