"Mi chiamo John Coogan. Ma tutti m chiamano Crash. [...] In fondo, per tutta la mia vita non ho fatto altro che cozzare contro tutto e tutti. Con o senza casco da football, ho sempre fatto crash. Ma, a essere onesti, c'è solo una persona che non mi chiama così, e la cosa mi manda in bestia."

Quel ragazzo è Penn Webb, l'esatto opposto di Crash: è rachitico, amichevole e ripudia guerra e violenza. Quest'ultimo punto lo rende la vittima di scherzi e prese in giro, alle quali non reagisce mai. Crash invece è grosso, prepotente e adora il football. Non ha mai perso e nella vita ha un solo obiettivo: non farlo mai. I suoi genitori non sono mai a casa e il ragazzo è quasi abbandonato a se stesso. Quando conosce Mike Deluca, trova il gemello che non ha. Insieme cominciano a prendersela con Penn. Finchè un giorno l'amatissimo nonno di Crash, Scooter, viene colto da un ictus, che darà modo al ragazzo di riflettere sulla sua vita...

Il libro, scritto dal famoso autore americano Jerry Spinelli, racconta le vicende sotto forma di diario. Ogni capitolo è infatti una giornata che Crash descrive. Una forma insolita, per un libro sul bullismo: a differenza di molti, in cui a raccontare è la vittima, le angherie che subisce Penn Webb vengono raccontate dal bullo, che esprime i propri sentimenti al momento degli scherzi. Il libro subisce un brusco cambiamento narrativo e stilistico alla sua metà. Nella prima parte, le riflessioni sono poche, poichè il ragazzo si sente sempre più fiero dei suoi comportamenti, mentre nella seconda metà del libro, che parte dall'incidente di nonno Scooter, Crash sente tutto ciò in cui crede venire meno e comincia a riflettere sulla sua esistenza, sulla famiglia e sulle amicizie.

Spinelli descrive le vicende con un linguaggio disincantato e ironico, tipico di noi ragazzi, senza però scendere mai nella volgarità. Le sequenze dialogate sono abbondanti, e quelle descrittive sono usate prevalentemente per cercare di far immedesimare il lettore in Crash che, in qualche modo, cerca di convincere chi legge che ciò che il ragazzo pensa è giusto. Lo scrittore mette in evidenza i due punti deboli del bullo: la famiglia, talmente assente che la sorella Abby esulta dopo che i Coogan riescono a cenare insieme, e la malattia del nonno, vecchio marinaio che a causa di questa non riesce a parlare e a raccontare ai nipoti le storie della sua vita da cuoco sulle navi. Queste debolezze risaltano in modo da far capire che nessun bullo è forte come crede, e dietro i suoi atteggiamenti c'è sempre qualche dolore o dispiacere.

Il libro mi ha coinvolto in modo particolare, permettendomi di finirlo in una sera, perché mi sembrava di trovarmi di fianco a Crash e di guardarlo mentre segnava touchdown su touchdown a football, di assistere in prima persona agli scherzi subiti da Webb e di ridere del bullo mentre veniva schiaffeggiato da una ragazza. Per tutti questi motivi consiglio a tutti coloro che hanno voglia di divertirsi un po' questo realistico racconto.